C'è un momento, in certi pomeriggi di tennis, in cui il copione si rovescia e il protagonista atteso finisce per recitare la parte della comparsa. Era quello scritto per Alexander Bublik, il n.11 del mondo e uno dei servitori più creativi del tour, ma sulla terra rossa di Kitzbühel è stato Quentin Halys, n.83 del ranking, a impugnare la penna. Con 17 ace e nemmeno una palla break concessa, il francese si è aggiudicato la finale 6-4 7-6 e ha portato a casa il titolo. Nel frattempo, ad Estoril, Luciano Darderi è uscito di scena in semifinale, sconfitto in tre set da Alexander Blockx dopo aver condotto per un set.
Italiani in campo
La semifinale di Estoril aveva aperto bene per Darderi: il n.21 del mondo aveva piegato il servizio di Blockx (n.38) nel primo set, chiuso 7-5 con pressione costante in risposta. Ma il belga ha cambiato marcia nei momenti decisivi: ha alzato la percentuale al servizio nel secondo set, vinto al tiebreak, e ha replicato lo stesso schema nel terzo, portandosi a casa anche quello al tie-break. I numeri raccontano di una partita apertissima — 117 punti per Blockx contro 111 per Darderi, con le palle break equamente distribuite — ma nel tennis i tiebreak hanno una logica crudele, e Blockx le ha vinte entrambe.
Il match del giorno
Nel tennis esiste una legge non scritta: quando Bublik è in finale su terra battuta, ci si aspetta un'esibizione del suo repertorio più vario — il sottobraccio, il kick impossibile, il vincente dal nulla. A Kitzbühel è successa una cosa diversa. È stato Halys a incarnare quello spirito, solo che la sua versione era più essenziale e devastante: diciassette ace, il 78% di punti vinti al servizio, undici game al servizio su undici tenuti. Bublik, paradossalmente, non ha mai avuto una palla break in tutta la partita.
Il primo set racconta già tutto: Halys ha servito dieci ace nei soli cinque turni di battuta, ha strappato il break decisivo grazie alla sua unica occasione (1/6 palle break convertite nell'intera partita) e ha chiuso 6-4. Nel secondo la tensione si è alzata, i game al servizio hanno retto da entrambi i lati e si è andati al tiebreak, dove il francese ha trovato la lucidità che separa i vincitori. Bublik ha difeso con orgoglio — 5 palle break salvate su 6 nel corso del match — ma non è mai riuscito a graffiare sul servizio di Halys. Totale punti: 81 a 69. Un dominio tecnico che contraddice il ranking e ricorda perché, certi giorni, il tennis ha logiche proprie.
Gli altri risultati
A Praga, nel WTA 250 su cemento, la giornata ha riservato la sorpresa più intrigante: Lilli Tagger, austriaca n.74 del mondo, ha eliminato Barbora Krejcikova, n.26, per 7-6 6-3 7-6 in una semifinale combattuta. In finale, Tagger affronterà Daria Snigur, che ha superato Tereza Valentova per 7-6 6-3. Ad Amburgo, nel WTA 250 sulla terra rossa tedesca, Anna Bondar (n.97) ha conquistato la finale battendo Elina Avanesyan 7-6 4-6 7-6 in una maratona di tre set; dall'altra parte del tabellone, Tamara Korpatsch (n.81) ha approfittato del ritiro di Mayar Sherif sul 6-1 2-0.
In programma domani
Domani si assegna il titolo ad Estoril: Luca Van Assche sfida Alexander Blockx in una finale tutta transalpino-belga, con il francese n.78 che cercherà di sfruttare la freschezza fisica e il belga che si presenterà sull'onda dell'eliminazione di Darderi. Si chiudono anche le due finali WTA: a Praga la sfida tra Snigur e Tagger potrebbe regalare un'altra sorpresa d'autore, mentre ad Amburgo Bondar e Korpatsch si giocano il trofeo di casa. Proseguono intanto le qualificazioni del Washington Open, l'ATP 500 su cemento americano che aprirà la stagione dura statunitense.