C'era qualcosa di scritto nell'aria del Philippe Chatrier: Alexander Zverev, il n.3 del mondo, aveva la compostezza di chi conosce già il finale della storia. Dall'altra parte della rete, Jakub Mensik — ventun anni, il talento di chi non ha ancora imparato ad avere paura — ci ha provato, e per un set ci è pure riuscito. Ma i conti, alla fine, tornano sempre. Il tedesco ha chiuso 7-5 6-2 3-6 6-3 e avanza nel tabellone dello Slam parigino. Nel derby tutto azzurro tra Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli, è il romano il n.14 del mondo a passare il turno, ma in un modo che lascia più domande che risposte.

Italiani in campo

Il derby italiano non ha avuto il sapore di una partita vera. Arnaldi si è ritirato prima che la sfida avesse davvero inizio — nessun punteggio, nessun set giocato, solo quella notizia asciutta del ritiro che arriva e cambia tutto. Cobolli avanza, ma in questo modo il peso specifico della sua qualificazione è difficile da misurare: il romano prosegue il suo cammino a Parigi senza aver dovuto rispondere alle domande più dure. Lo stato fisico di Arnaldi rimane un punto interrogativo aperto.

Il match del giorno

Zverev contro Mensik si è giocata in due tempi netti, con un intermezzo inaspettato nel mezzo. Nel primo set il ceco ha tenuto il filo del racconto: servizio solido, scambi profondi, la sensazione che la partita potesse andare in qualsiasi direzione fino all'ultimo game. Ma Zverev ha trovato l'unico break del parziale nel momento decisivo e ha chiuso 7-5 con la freddezza di chi sa quando stringere.

Il secondo set ha cambiato registro. Il tedesco ha cominciato a servire come un metronomo — 75% di prime palle in campo sull'intera partita, 8 ace, l'81% dei punti sulla prima nel secondo parziale — e Mensik non ha avuto più appigli. Zverev ha brekkato due volte, ha concesso pochissimo e ha archiviato il set 6-2 con una disinvoltura che ha fatto sembrare il primo un lontano ricordo.

Poi è arrivato il terzo set, e con lui una storia diversa. Mensik ha tirato fuori qualcosa di nascosto: l'83% dei punti sulla prima palla, un solo errore non forzato contro gli 11 del tedesco, la rottura ottenuta nel momento giusto. Il ceco ha vinto 6-3 e per qualche game il Chatrier ha trattenuto il fiato, come se la rimonta potesse davvero materializzarsi.

Non è stato così. Nel quarto set Zverev è tornato quello del secondo: compatto, impenetrabile, letale sui punti che contano. Mensik ha mancato tre palle break nel primo game e non ha più trovato la chiave. Il tedesco ha chiuso 6-3, portandosi a casa 4 palle break su 7 nel match contro l'1/4 del ceco — la differenza più eloquente tra chi ha gestito le opportunità e chi le ha sprecate. I 42 vincenti di Zverev contro i 32 di Mensik completano il quadro di una partita in cui il più forte ha saputo aspettare il momento giusto per essere definitivo.

Gli altri risultati

Con soli due match in programma al Roland Garros in questa giornata, il tabellone conferma di essere entrato nella sua fase più selettiva. Ogni turno che passa lascia in campo solo chi ha qualcosa da dire sulla terra rossa parigina. Zverev lo dice con il servizio e la testa. Cobolli, nel bene e nel male, è ancora lì.

Tabella risultati

VincitoreSconfittoRisultato
🇩🇪Alexander Zverev 🇨🇿Jakub Mensik 7-5 6-2 3-6 6-3
🇮🇹Flavio Cobolli 🇮🇹Matteo Arnaldi Rit.